lunedì 24 luglio 2017

Il Miniaturista - Jessie Burton

Questa è la storia di Nella, una ragazza non ancora donna che si trova catapultata nella Amsterdam dei mercanti, e del marito misterioso ma dolce Johannes Brandt. Petronella – vero nome della protagonista – resta affascinata dalla grande casa di cui sta per diventare la padrona, una volta scappata dalla triste e povera vita del paesino in cui è nata, dalla madre e dai fratelli più piccoli. Ma ciò che incontra una volta varcato il portone di ingresso non è quello che ha sempre sognato.

Il neo marito non si affaccia allo spioncino di casa ma è la sorella, Marin, austera e dignitosa, ricoperta da innumerevoli strati di lana e pelliccia per celare sé stessa al mondo, o forse qualcosa di più, a dare l’accoglienza alla ragazza. E Nella deve fare presto i conti con l’idea di essere solamente un ospite, lì in mezzo, e nemmeno poi troppo gradita. Il mercante Johannes gira per tutto il mondo a causa del suo lavoro e anche quando rientra, non si comporta come il marito che Nella ha sempre desiderato. E proprio di desideri si parla, qui.

Perché sì, la madre di Nella le ha spiegato come “funzionano le cose”, come deve comportarsi una moglie devota e servizievole, anche sotto le coperte. Ma Johannes non è un uomo che desidera ciò. In effetti, è un uomo che non desidera la moglie, pur mantenendo nei suoi riguardi un comportamento perfetto e sincero. Johannes non desidera Nella, ma non desidera nemmeno… una donna, in realtà.

Lei rimane dapprima molto disorientata, e lo sgomento arriva al culmine quando il marito le regala come dono di nozze una piccola casa in miniatura, che ricrea le sembianze della propria magione. Costretta a rivivere l’idea di sentirsi ancora una bambina di fronte ad un uomo così grande per lei, Nella inizia a “giocare” a fare l’arredatrice della sua nuova casa a stipetto. E si affida alle grandi opere del Miniaturista, una figura sfocata e decisamente imprevedibile, che con le proprie sapienti mani artigiane, crea per Nella piccoli pezzi sublimi e soprattutto… premonitori di ciò che la vita ha in serbo per lei.

Ma “Il Miniaturista” di Jess Burton non è solo il romanzo di una casa spettrale alla Daphne du Maurier, ma è anche una splendida storia macabra di inganno e omicidio, e ancora! È la storia delle scelte. Delle opzioni che la vita offre a tutti i personaggi magistralmente delineati, i quali non hanno via di scampo. È la storia della evoluzione, della crescita e della capacità di abbandonare anche ciò che non rende felice la nostra anima. È una storia dolce e misteriosa, e deve essere letta, assolutamente.

lunedì 26 giugno 2017

Italian Book Challenge - vincitore locale



Siamo felici di comunicare che la nostra Vanessa è la vincitrice locale dell' Italian Book Challenge - Il Campionato dei Lettori Indipendenti 2017!
Siamo felici perchè le recensioni che hanno fatto sì di raggiungere questo primo traguardo sono state pubblicate su Mangiapagine.
Siamo felici perchè di libri belli ce ne sono stati davvero tantissimi in questi mesi.
Siamo felici e non smettiamo mai di leggere.

lunedì 12 giugno 2017

La Locanda dell'Ultima Solitudine - Alessandro Barbaglia

"Se qualcosa nella vita non arriva è perché non l'hai aspettato abbastanza, non perché sia sbagliato aspettarlo".

Quando tutto sembra ingarbugliato; quando ti accorgi di avere le mani legate e la vita, incatenata, nel solito luogo, nelle solite faccende, quando anche la prima donna che ti viene a cercare ti pare essere l’unica che possa provare per te qualcosa di forte e di inaspettato, quando ti rendi conto però che quella donna, forse, non è quella che attendevi.
Perché l’altra metà del cielo si trova in un altro punto del mondo, ed intreccia fiori – come il suo nome, Viola, ne sancisce il destino - e ne ascolta il profumo, li accorda apposta per tessere come Penelope una tela fatta di suoni e di aromi, di cui però, si è stancata. 
Ma tu, proprio tu, Libero, fai ancora in tempo a fuggire, e a ritrovare quello che manca della tua gabbia toracica, costola staccata per dare forma a te, unico uomo che in modo fiabesco può ritrovare la sua principessa. E sé stesso.
E in questa storia d’altri tempi, il castello incantato non è altro che una locanda, a picco sul mare. Quella dell’Ultima solitudine, dove invece che banchetti sfarzosi, vengono servite perle di patate, dove si assapora la bellezza di quello che siamo.

“E’ tutta in legno, la Locanda, alterna le pareti scure alle finestre piene di luce da cui entra sempre un po’ di vento. E’ fatta di poche stanze e una sola certezza: se sai arrivarci, facendo tutto quel sentiero buio che ci vuol poco a perdersi, quello è il posto più bello del mondo”.

Ci vuole poco a perdersi, sì, come poco ci vuole a ritrovarsi, se si ha il coraggio di aspettare.
Ci sono persone che aspettano una vita, in difficoltà, stringendo i denti, ma quando poi trovano la parte mancante di loro, è gioia, è saltelli per aria, è sorrisi e guance gonfie di felicità.
Viola e Libero ne sono l’emblema. Essi incarnano la storia d’amore e di attesa più bella mai letta. Dove i cambiamenti e i rinnovamenti, dove la metamorfosi anche segnano il confine tra il passato inutile ed abitudinario con il futuro, in una solitudine per due, finalmente ritrovata.
E lo scodinzolio di Vieniqui chiude il sipario.